La forza della preghiera
Vi proponiamo qui solo un approfondimento tratto dal libro “La forza della preghiera” di Rosemary Ellen Guiley Edizioni Sperling e Kupfer in cui vengono elencati alcuni frutti della preghiera. A pag 206 , 207, 208 di questo libro si legge che:
“L’esperimento ebbe inizio il 19 Aprile, Domenica di Pasqua e terminò l’11 Luglio
Ai partecipanti era stato chiesto di pregare ogni giorno per venti minuti, tenendo presente i frutti dello Spirito di cui parla S. Paolo nella lettera ai Galati 5 22-23: “il frutto dello Spirito è invece amore , gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di se: contro queste cose non c’è legge”
Ai partecipanti vennero date anche due affermazioni che esprimevano l’essenza dell’ esperimento:
“caro Dio, amico mio, io sono il tuo albero di vita. Possa io recare i tuoi frutti di amore gioia, pace, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di se”
I partecipanti pregarono con una media di 6 giorni alla settimana, preferibilmente al mattino e sebbene questa attività venisse ostacolata dalle incombenze lavorative essa evidenziò comunque il fatto che la preghiera richiede semplicità e tende in cambio a rendere la vita più facile
I partecipanti riferirono inoltre di essere stati soggetti alle normali distrazioni quali disattenzione, tentazione di addormentarsi, emergere di emozioni negative, tendenza ad anticipare i risultati ecc.
Tra i frutti dell’ esperimento della preghiera nella prima settimana l’amore fu quello riferito con maggior frequenza , con il procedere dell’esperienza venivano la pace la pazienza e la gioia.
L’incontro iniziale con Dio dava il via ad un processo di purificazione in cui i partecipanti si scoprivano liberi da passate ferite e intenti a perdonare a se stessi e agli altri.
Riferirono anche che spesso durante la preghiera e dopo piangevano anche lacrime di gioia.
I cambiamenti che i partecipanti rilevarono in se stessi comprendevano:
- Crescente calma pazienza, tolleranza, soprattutto in situazioni stressanti
- Guarigione, cessazione del bisogno di fare ricorso a medicinali contro l’ipertensione; migliori abitudini alimentari perdita di peso rinuncia al fumo, generale sensazione di benessere
- Maggiore intuizione, più consapevolezza di se’ ricettività verso la limpida guida divina, più elevata consapevolezza del mondo interiore
- Maggiore capacità di ricevere amore e di vedere la bellezza negli altri anche quando non si comportano nella maniera migliore.
- Minor tendenza a giudicare e criticare se stessi e il prossimo, crescente fiducia, maggior prontezza a perdonare, accettazione dei propri errori , aumentata sincerità.
- Più elevato apprezzamento della bellezza del mondo
- Maggior capacità lavorativa, accresciuta prosperità, nuove idee
- Accettazione tranquilla dei grandi cambiamenti esistenziali , come il divorzio, una nuova occupazione lavorativa, il fallimento.
- Rinuncia alle vecchie abitudini
- Maggior vicinanza a Dio con tendenza crescente a “essere presente al momento”
Bisognerebbe anche avere più tempo per spiegare le varie connotazioni della preghiera tra coppie o tra figli e genitori
C’è la preghiera “con”, la preghiera “per”, la preghiera “su”, e anche la preghiera a distanza
Ci soffermeremo qui ora solo sulla preghiera “su”.
Perché la preghiera dei genitori sui figli e dei figli sui genitori è preventiva e terapeutica?
Perché induce a mettersi in una posizione di fiducia e di ascolto dell’altro induce ad abbandonarsi nelle mani dell’altro, ad abbandonare le difese.
Se io prego su te non ascolto le mie esigenze, ma do spazio in me alle tue e tu accettando la mia preghiera ti metti completamente nelle mie mani, ti fidi.
Tutti e due poi chiediamo l’intervento di Dio ( “l’inquilino del piano di sopra” come lo chiamava scherzosamente Adriano Celentano ) che è più bravo più buono più capace più accogliente di ambedue ed è l’unico in grado di accogliere tutti e due insieme.
Riconosciamo così di essere nella stessa barca di avere bisogno tutti e due quindi automaticamente riconoscendoci bisognosi accettiamo e non disprezziamo il bisogno dell’ altro -a
Abbiamo visto come tutte le situazioni di squilibrio chiamano una risposta d’amore per essere risolte e la preghiera aiuta a risolverle perché aiuta a vederle in modo diverso le apre alla speranza.
Vi è una canzone che dice “Dio aprirà una via dove pensi non ci sia, come opera non so ma una nuova via vedrò”
La preghiera aiuta a tenere accesa la speranza e con la fiamma della speranza si riescono a riaccendere anche altre fiamme.
Per farvi capire cosa intendiamo dire con queste parole riportiamo ora una piccolissima ma significativa fiaba, scoperta per caso su Internet e intitolata : “Le quattro candele”.








