La celiachia - terza parte

Uno studio effettuato dall’équipe del professor Luigi Greco dell’Università di Napoli, basato sulla mappatura genetica di 47 gemelli, mono ed eterozigoti, ha rilevato una possibile origine genetica alla base della celiachia: la mutazione o la mancanza di alcuni geni ne sarebbero la causa.
L’unica terapia efficace resta la dieta da cui è stato bandito il glutine, con attenzione alle proteine, che devono essere bilanciate per compensare l’assenza della proteina-glutine. Occorre fare molta attenzione, perché anche bere un semplice caffé d’orzo può provocare dolori e disturbi.
Non sono da sottovalutare le conseguenze fisiche della malattia, che in alcuni casi può essere abbinata all’intolleranza ai latticini, e psicologiche: in un bambino porta all’emarginazione, all’essere sottoposto a continue domande da parte dei coetanei e al sentirsi diverso da loro, che possono mangiare qualsiasi alimento senza problemi.
Se scoperta in età adulta, la celiachia comporta il cambiamento della propria vita e delle proprie abitudini: essere invitati a cena significa dare delle spiegazioni con la sensazione di doversi giustificare, lottando contro chi sottovaluta le conseguenze dell’ingestione del glutine in un intestino intollerante, convinto che “un po’ di pangrattato non ha mai ucciso nessuno”.
Solitamente, quando un celiaco si reca al ristorante, deve chiedere con quali ingredienti siano realizzate le singole ricette, perché la poca informazione sul problema porta a sottovalutare le conseguenze di un’impanatura che non sia fatta col mais e che fra gli alimenti banditi ci siano anche i formaggi fermentati.
Si scambia per capriccio ciò che può creare sofferenza.
Attenersi ad un sistema alimentare così rigido per tutta la vita non è semplice, per questo chi ne soffre, soprattutto se il disturbo compare in età adulta, dovrebbe godere dell'appoggio di familiari e di uno psicologo.
Se la terapia è semplice, gravi e irreversibili sono invece le malattie che possono insorgere a seguito di una scoperta tardiva del morbo: sterilità, epilessia, tiroidite autoimmune, osteoporosi, diabete mellito, alopecia e linfoma intestinale.
5 febbraio 2007








