La celiachia - prima parte

Il glutine è una proteina contenuta nella farina di grano, avena, segale, orzo, farro, kamut, che nei soggetti affetti da morbo celiaco provoca l'atrofia dell'endotelio dell'intestino e il conseguente malassorbimento.
Nelle persone sane è solo leggermente irritante, in quanto non provoca la malattia, ma la scatena solo in un intestino che entrando in contatto con questa proteina perde la capacità di assimilare normalmente le sostanze nutritive.
Questo disturbo si cura con la dieta, eliminando gli elementi che contengono glutine e sostituendoli con prodotti che ne sono privi. E’ possibile che il disturbo si evidenzi anche in età adulta, attraverso disturbi intestinali da non sottovalutare, pena il residuare danni permanenti.
La diagnosi viene fatta attraverso dosaggi sierologici AGA (Anticorpi Antigliadina IgA e IgG), EMA (Anticorpi Antiendomisio IgA) e il dosaggio degli anticorpi Anti-transglutaminasi IgA, completati dalla biopsia dell’intestino tenue che, attraverso l’esame del frammento prelevato potrà confermare il danno ai villi intestinali.
Bisogna avere cura di evitare contatti fra cibi contenenti glutine e tutto ciò che è destinato all’alimentazione di chi è intollerante alla proteina: questo richiede un impegno continuo e un’attenzione scrupolosa che, nel momento in cui il celiaco si trova fuori casa, diventano imbarazzanti, perché costringono la persona ad esporre il problema e le sue possibili conseguenze ad interlocutori che spesso non hanno alcun tipo di sensibilità , convinti che si tratti di una bizzarria.
In Italia la celiachia sta crescendo con un tasso annuo del 10%, ed interessa quasi mezzo milione di persone.
Se la terapia è semplice, gravi e irreversibili sono invece le malattie che possono insorgere a seguito di una scoperta tardiva del morbo: sterilità , epilessia, tiroidite autoimmune, osteoporosi, diabete mellito, alopecia e linfoma intestinale.
8 gennaio 2007








