Cibo e cervello
Un’alimentazione eccessiva non si limita a danneggiare le arterie, ma agisce anche sul cervello, ed è sufficiente ridurre l’apporto calorico del 30% per proteggerlo.
Le attuali condizioni di vita consentono a chiunque di potersi nutrire liberamente, e questo ha portato alle cosiddette malattie del benessere, che a dispetto del nome comportano alti tassi di mortalitĂ .
La perdita delle facoltà mnemoniche è considerata normale a partire dai 40 anni, ma in realtà il cervello inizia a diminuire la capacità di ricordare a partire dai 18 anni, e una dieta appropriata aiuta a ritardare l’invecchiamento.
Sperimentazioni in laboratorio hanno dimostrato che una diminuzione dell’apporto calorico giornaliero aiuta l’apprendimento, la conservazione della memoria e stimola la produzione del fattore di crescita di nervi, mentre il digiuno praticato ogni due giorni aumenta la speranza di vita del 30%.
Un’alimentazione ricca di acidi grassi Omega 3 (presenti nel tonno e nel salmone) e la sostituzione del pane bianco con cibi integrali ricchi di vitamina E, (come il muesli o il germe di grano), uniti a un bicchiere di vino al giorno, sono semplici regole dietetiche che possono aiutare proteggere il cervello da malattie degenerative come l’Alzheimer.
Un impegno relativo, a fronte di un beneficio a lungo termine da non sottovalutare, che comunque garantisce una buona qualitĂ della vita.
12 marzo 2007








