• Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell

Il dolce flambè con un regalo, nascosto, per un fortunato commensale

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AGATHA CHRISTIE, APPUNTAMENTO CON LA PAURA

 

L’avventura del dolce di Natale è - come un pranzo di Natale preparato da un vero chef. E lo chef sono io! scrive Agatha Christie, con evidente compiacimento, nell’introduzione del suo libro Appuntamento con la paura (Oscar Mondatori).

Un giallo che è una raccolta di racconti. Gialli, naturalmente.

La storia inizia così:

- Mi rammarico profondamente…- disse Ercule Poirot.

Venne interrotto. Non in modo scortese. L’interruzione fu melliflua, abile, persuasiva piuttosto che contraddittoria.

- Vi prego , monsieur Poirot. Non rifiutate per una questione di principio. Ci sono gravi problemi di Stato. La vostra collaborazione sarà apprezzata da chi sta in alto. -

- Siete molto gentile – Hercule Poirot fece un cenno vago con la mano, - ma non me la sento, sul serio, di assumermi l’incarico che chiedete. In questa stagione dell’anno…-

Di nuovo il signor Jesmond lo interruppe. – E’ Natale - disse persuasivo. – Non vi attira un Natale all’antica nella campagna inglese. –

Poirot , il grande ispettore belga, si ritrova in una innevata King Lacey alla ricerca di un rubino .

Hercule Poirot entrò nella sua camera da letto. Era molto vasta e ben provvista di termosifoni. Mentre si dirigeva verso il grande letto a baldacchino, notò una busta posata sul cuscino. La aprì e ne estrasse un foglio di carta. Sopra vi era scritto a caratteri maiuscoli, vergati con una mano tremante:

NON MANGIATE IL DOLCE. UNA PERSONA CHE VI AUGURA OGNI BENE.

Il pranzo di Natale ha inizio. Vengono serviti una zuppa di ostriche e il tacchino con il ripieno di castagne.

Ed ora, al momento supremo, ecco che il dolce di Natale veniva servito in tavola con tutte le cerimonie del caso!...Sul piatto d’argento, il dolce di Natale riposava in tutto il suo splendore. Era grosso come un pallone da football, portava infilato un ramoscello di agrifoglio come una bandierina trionfante ed era circondato da un cerchio di magnifiche fiamme blu e rosse.

Un dolce fatto in casa, seguendo una ricetta antica, mantenendo le usanze del passato.

Tutte le persone di casa sono venute in cucina a dargli una mescolatine e a esprimere un desiderio.

Ma un evento imprevisto rende impossibile servire proprio quel dolce. Viene portato in tavola un altro dolce, non quello destinato al pranzo di Natale e preparato con il dovuto anticipo.

L’operazione Dolce di Natale era stato un successo. Eccone una fetta davanti a ciascuno, con le fiamme che ancora le avviluppavano. Ci fu un momentaneo silenzio intorno alla tavola mentre tutti formulavano in silenzio il loro desiderio. Così nessuno si accorse dell’espressione, piuttosto strana, che si era disegnata sulla faccia del signor Poirot, mentre esaminava la porzione che aveva sul piatto. “Non mangiate il dolce” Cosa diavolo voleva dire quel sinistro avvertimento? Possibile che ci fosse qualcosa di diverso fra la sua porzione di dolce e quella di chiunque altro! Sospirando, dovette ammettere con se stesso di essere sconcertato – e a Hercule Poirot non piaceva mai ammetterlo: poi afferrò cucchiaio e forchetta.

Delicatamente, quasi con precauzione, Hercule Poirot attaccò la propria porzione di dolce. Ne mangiò un boccone. Era squisito! Ne mangiò un altro. Qualcosa tintinnò lievemente nel suo piatto. Indagò con la forchetta.

Trova il bottone dello scapolo (a conferma del suo attuale stato civile), mentre altri ospiti trovano oggetti vari colmi anch’essi di significati: l’anello, il ditale, una moneta d’oro e… - Vetri!-.

<< Dev'essere una pietra finta saltata via da una di quelle spille che ci sono nei pacchetti a sorpresa, con il petardo!>>

Poirot esamina attentamente la pietra.

…era una pietra rossa, enorme, dal colore di rubino. Mentre la girava tra le dita, da ogni sfaccettatura, colpita dalla luce, si levò uno scintillio.

Mentre la conversazione tra i commensali prosegue piacevolmente, nessuno si accorge che Poirot si è infilato in tasca la pietra rossa.

Succederanno molte cose. Ci sarà un delitto… 


Sarebbe piaciuto alla Christie il Caffè Torteria Saint Honorè di Grignasco (via 4 novembre, 12- 0163417799) in cui mi accoglie Enrico Mora insieme alla mamma Marilena. Arredato con uno stile particolare, ricco di dettagli raffinati, reso prezioso da velluti,damaschi e tessuti preziosi, riscaldato dal calore di un camino, arredato con mobili d’antiquariato, decorato da fotografie antiche, da originali soprammobili, da ricordi di viaggi, è un caffè salotto in cui ci si siede con piacere. Ci si abbandona lasciandosi alle spalle il mondo e lo stress, si respirano i profumi che provengono dai forni della cucina. La dolcezza è proprio lì, dietro l’angolo. Aleggia. Entra profondamente nel corpo e nella mente. In bella vista, ci sono torte, tiramisù, zuppe inglesi, focacce, panettoni,biscotti, e non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Questo giovane cuoco-pasticcere che ha lavorato in passato in Grecia presso l’armatore greco Embiricos, poi in Francia per la famiglia Picasso e in Italia per lo stilista Valentino, accoglie con entusiasmo la mia proposta di creare un Dolce di Natale con un regalo, nascosto, per un fortunato commensale.

Mi elenca gli ingredienti:

<< Tre uova, 125 g. di zucchero di canna, 125 g. di farina, 160 g. di pane bianco, 250 g. di grasso di rognone, 500 g. di uvetta, 25 g. di mandorle tritate, 50 g. di canditi, sale, noce moscata, cannella, buccia di limone, ½ dl. Di Cognac, ¼ di birra Guinnes>>,

poi comincia a mescolare il pane sbriciolato con l’uvetta, la farina, il grasso di rognone tritato finemente, i canditi, il sale, la buccia di limone, le spezie e le mandorle. Versa nel centro le uova, lo zucchero, il Cognac e la birra.

Mescola bene, finché non ottiene una pasta liscia in cui lascia cadere, seguendo la tradizione inglese, alcuni piccoli oggetti (un ditale, un maialino, una moneta dorata, un bottone, due piccoli anelli). Riempie uno stampo a forma di grande scodella, precedentemente imburrato.



Copre lo stampo con carta da forno, lo avvolge con un telo simile a una garza e lo cuoce a vapore per quattro ore. Prima di servire, rovesciato e ravvivato dalle fiamme di un rapido flambé, cuoce ancora il dolce per due ore, sempre a vapore.

Se, il giorno di Natale(e nei giorni che lo precedono) non vi fermerete soltanto alla preparazione del dolce ma vorrete seguire la pista del racconto fino alla fine, vi divertirete.

E, come Poirot, penserete infine di avere - …trascorso un ottimo Natale. -.


21 dicembre 2007

Laura Travaini

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