• Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.â€

    Henry Miller (1891-1980)
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant

Gli arancini di riso di Capodanno

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ANDREA CAMILLERI, GLI ARANCINI DI MONTALBANO

 

Andrea Camilleri è lo scrittore che da anni ci racconta le storie di Salvo Montalbano, commissario di Vigàta. Il suo libro Gli arancini di Montalbano(Oscar Mondatori) è una raccolta di storie, di crimini e di criminali.

Montalbano è un uomo che ama la buona cucina, soprattutto quella della sua terra siciliana. Non ama cucinare. Preferisce mangiare ciò che qualcuno cucina per lui. Preferisce mangiare da solo, in silenzio. E rifugge le feste, se la compagnia non è di suo gradimento. Così, alle soglie del capodanno, nel racconto che riprende il titolo del libro, si trova a dire “noâ€a chiunque lo inviti.

Il primo a cominciare la litania, o la novena o quello che era, fu, il 27 dicembre, il Questore.

- Montalbano, lei naturalmente la notte di capodanno la passerà con la sua Livia, vero?

Montalbano è un uomo maturo, con una fidanzata ligure, di Boccadasse. Con Livia c’è appena stata una â€terribile azzuffatinaâ€, finita inevitabilmente â€a schifìoâ€. Quindi, niente festa di capodanno con Livia. Lei sarebbe andata in compagnia di amici a Viareggio.

-Perché altrimenti saremmo felici d’averla a casa nostra…

-Verrà anche il dottor Lattes…

Montalbano è un uomo che mostra un’evidente insofferenza verso coloro che parlano di lavoro al di fuori del lavoro.

Poi fu la volta della signora Clementina Vasile-Cozzo.

-Se non ha di meglio da fare, perché non viene da me? Ci sarà macari mio figlio, sua moglie e il bambino.-

Montalbano si sente a disagio se inserito in una bella riunione di famiglia.

- Poi fu il turno del preside Bugio. Andava, con la mogliere, a Comitini, in casa di una nipote.

-E’ gente simpatica, sa? Perché non si aggrega?

Montalbano è un uomo a cui non piace aggregarsi.

Puntualmente la litania o la novena o quello che era si presentò in commissariato.

-Domani, per la notte di capodanno, vuoi venire con mia?- spiò Mimì Augello che aveva intuito l’azzuffatina con Livia.

Montalbano neppure risponde, al suo vice. Non tollera le feste rumorose. Tornato a casa trova un biglietto scritto dalla cameriera Adelina che ha due figli, delinquenti, in carcere.

- Mi ascusassi se mi primeto che dumani a sira esento che è capo di lanno e esento che i me dui fighli sunno ambitui in libbirtà priparo ghli arancini chi ci piacinno. Se vosia mi voli fari l’onori di passare a mangiare la intirizo lo sapi.-

Montalbano è totalmente conquistato dagli arancini di Adelina.

Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico.

La preparazione richiedeva due giorni.

Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’immisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una paneddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!

Montalbano sa, ormai con certezza, con chi trascorrerà la notte di capodanno.

Ma c’è un problema:

i due delinquenti figli d’Adelina ce l’avrebbero fatta a restare in libertà fino al giorno appresso?

Montalbano riuscirà a mettere insieme e d’accordo, dentro lo snodarsi della storia, l’umana golosità con la retta coscienza di uomo di legge?

Non posso che rivolgermi a un cuoco siciliano, per aver la ricetta originale degli arancini tanto cari al commissario di Vigàta. Giuseppe Perna, originario di Santa Caterina Villarmosa (Caltanisetta) è un giovanissimo collaboratore di Paolo Viviani, cuoco che, nella cucina del Ristorante dell’ Hotel San Rocco (via Gippini, 11- 0322911977) di Orta San Giulio, sa creare piatti che restano nella memoria.

<<Gli ingredienti sono: riso 500 g., piselli 250g., polpa di vitello 500g., sedano 80g., carote 80g., cipolla 80g., salsa di pomodoro 1 litro, una bustina di zafferano, burro 100g., farina, pane grattugiato, formaggio Parmigiano grattugiato 150g., sale e pepe q.b., olio, per friggere.

Verso in una casseruola dell’olio d’oliva, aggiungo il sedano, le carote e la cipolla precedentemente tritata. Faccio rosolare, incorporando la polpa di vitello, i piselli e la salsa di pomodoro e proseguo la cottura per quarantacinque minuti circa.

Metto a bollire il riso in un litro d’acqua facendogli assorbire tutta l’acqua, avendo cura che risulti leggermente al dente e mantecando, infine, con burro, zafferano, Parmigiano.

Quando il composto si è raffreddato, formo circa dodici palline. Prendo con il palmo della mano le palline di riso e, dopo aver formato una piccola cavità, inserisco il ragù cercando di richiudere il foro con un po’ di riso.

Per ottenere un’ottima frittura, passo gli arancini prima nella pastella di acqua e farina, poi nel pane grattato e friggo in abbondante olio caldo per qualche minuto.>>

Le dosi di questa "celestiale bontà" sono per dieci persone, ma se intendete invitare uomini (o commissari) che amano mangiare come Montalbano, dovete aumentare le dosi. O, in alternativa, diminuire il numero degli invitati alla vostra festa di Capodanno. E il vino? Il maitre Fabio Mirici consiglia: "Un classico vino bianco siciliano - per restare in territorio - un Donnafugata Contessa Ermellina, Bianco Chiaranda 2005, composto da un uvaggio che per un 50% è Chardonnay e per l’altro 50% è Inzoglia".

28 dicembre 2007

Laura Travaini

 

 

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