Gli arancini di riso di Capodanno
ANDREA CAMILLERI, GLI ARANCINI DI MONTALBANO
Andrea Camilleri è lo scrittore che da anni ci racconta le storie di Salvo Montalbano, commissario di Vigà ta. Il suo libro Gli arancini di Montalbano(Oscar Mondatori) è una raccolta di storie, di crimini e di criminali.
Montalbano è un uomo che ama la buona cucina, soprattutto quella della sua terra siciliana. Non ama cucinare. Preferisce mangiare ciò che qualcuno cucina per lui. Preferisce mangiare da solo, in silenzio. E rifugge le feste, se la compagnia non è di suo gradimento. Così, alle soglie del capodanno, nel racconto che riprende il titolo del libro, si trova a dire “noâ€a chiunque lo inviti.
Il primo a cominciare la litania, o la novena o quello che era, fu, il 27 dicembre, il Questore.
- Montalbano, lei naturalmente la notte di capodanno la passerà con la sua Livia, vero?
Montalbano è un uomo maturo, con una fidanzata ligure, di Boccadasse. Con Livia c’è appena stata una â€terribile azzuffatinaâ€, finita inevitabilmente â€a schifìoâ€. Quindi, niente festa di capodanno con Livia. Lei sarebbe andata in compagnia di amici a Viareggio.
-Perché altrimenti saremmo felici d’averla a casa nostra…
-Verrà anche il dottor Lattes…
Montalbano è un uomo che mostra un’evidente insofferenza verso coloro che parlano di lavoro al di fuori del lavoro.
Poi fu la volta della signora Clementina Vasile-Cozzo.
-Se non ha di meglio da fare, perché non viene da me? Ci sarà macari mio figlio, sua moglie e il bambino.-
Montalbano si sente a disagio se inserito in una bella riunione di famiglia.
- Poi fu il turno del preside Bugio. Andava, con la mogliere, a Comitini, in casa di una nipote.
-E’ gente simpatica, sa? Perché non si aggrega?
Montalbano è un uomo a cui non piace aggregarsi.
Puntualmente la litania o la novena o quello che era si presentò in commissariato.
-Domani, per la notte di capodanno, vuoi venire con mia?- spiò Mimì Augello che aveva intuito l’azzuffatina con Livia.
Montalbano neppure risponde, al suo vice. Non tollera le feste rumorose. Tornato a casa trova un biglietto scritto dalla cameriera Adelina che ha due figli, delinquenti, in carcere.
- Mi ascusassi se mi primeto che dumani a sira esento che è capo di lanno e esento che i me dui fighli sunno ambitui in libbirtà priparo ghli arancini chi ci piacinno. Se vosia mi voli fari l’onori di passare a mangiare la intirizo lo sapi.-
Montalbano è totalmente conquistato dagli arancini di Adelina.
Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico.
La preparazione richiedeva due giorni.
Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa (senza zaffirano, pi carità !), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddà re. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’immisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una paneddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!
Montalbano sa, ormai con certezza, con chi trascorrerà la notte di capodanno.
Ma c’è un problema:
i due delinquenti figli d’Adelina ce l’avrebbero fatta a restare in libertà fino al giorno appresso?
Montalbano riuscirà a mettere insieme e d’accordo, dentro lo snodarsi della storia, l’umana golosità con la retta coscienza di uomo di legge?
Non posso che rivolgermi a un cuoco siciliano, per aver la ricetta originale degli arancini tanto cari al commissario di Vigà ta.
Giuseppe Perna, originario di Santa Caterina Villarmosa (Caltanisetta) è un giovanissimo collaboratore di Paolo Viviani, cuoco che, nella cucina del Ristorante dell’ Hotel San Rocco (via Gippini, 11- 0322911977) di Orta San Giulio, sa creare piatti che restano nella memoria.
<<Gli ingredienti sono: riso 500 g., piselli 250g., polpa di vitello 500g., sedano 80g., carote 80g., cipolla 80g., salsa di pomodoro 1 litro, una bustina di zafferano, burro 100g., farina, pane grattugiato, formaggio Parmigiano grattugiato 150g., sale e pepe q.b., olio, per friggere.
Verso in una casseruola dell’olio d’oliva, aggiungo il sedano, le carote e la cipolla precedentemente tritata. Faccio rosolare, incorporando la polpa di vitello, i piselli e la salsa di pomodoro e proseguo la cottura per quarantacinque minuti circa.
Metto a bollire il riso in un litro d’acqua facendogli assorbire tutta l’acqua, avendo cura che risulti leggermente al dente e mantecando, infine, con burro, zafferano, Parmigiano.
Quando il composto si è raffreddato, formo circa dodici palline. Prendo con il palmo della mano le palline di riso e, dopo aver formato una piccola cavità , inserisco il ragù cercando di richiudere il foro con un po’ di riso.
Per ottenere un’ottima frittura, passo gli arancini prima nella pastella di acqua e farina, poi nel pane grattato e friggo in abbondante olio caldo per qualche minuto.>>
Le dosi di questa "celestiale bontà " sono per dieci persone, ma se intendete invitare uomini (o commissari) che amano mangiare come Montalbano, dovete aumentare le dosi. O, in alternativa, diminuire il numero degli invitati alla vostra festa di Capodanno. E il vino? Il maitre Fabio Mirici consiglia: "Un classico vino bianco siciliano - per restare in territorio - un Donnafugata Contessa Ermellina, Bianco Chiaranda 2005, composto da un uvaggio che per un 50% è Chardonnay e per l’altro 50% è Inzoglia".
28 dicembre 2007
Laura Travaini








