Il sole ed i suoi benefici
Dal punto di vista etimologico la parola "sole" deriva dal latino sol, solis, che deriva a sua volta dal sanscrito (sûryas, in origine *svaryas), la cui radice svar- ha un'accezione che significa risplendere (nel cielo)
La sua formazione si ritiene esser stata indotta dall'esplosione di una o più esplosioni stellari (supernovae) nelle vicinanze della nube molecolare da cui si è in seguito formato il sistema solare. Il corpo centrale del Sistema Solare, e' una sfera di gas incandescente, per lo più idrogeno ed elio. Il diametro del Sole e' di ben 1.392.000 Km, 109 volte quello terrestre.
Per la vita sulla terra la luce solare è la fonte primaria di energia. Le sue radiazione sono impiegate in una grande varietà di processi naturali: la fotosintesi clorofilliana, ad esempio. L’uomo nel corso della storia oltre ad utilizzare l’energia immagazzinata negli elementi naturali, come il petrolio e in tutti gli altri combustibili fossili è riuscito ad ottimizzare ulteriormente l’energia solare, creando oggetti di vario tipo: si pensi ai pannelli solari adibiti a diversi scopi, come il riscaldamento dell'acqua o la produzione di corrente elettrica, per non parlare poi degli strumenti che utilizzano le radiazioni ultraviolette (radiazione UV) utili per la loro funzione antisettica.
Da sempre il Sole è sinonimo di benessere e di salute. In molte culture antiche, a partire dalla preistoria, il Sole era visto come una divinità o come un fenomeno soprannaturale. Per citarne solo una, nella religione egizia il Sole era la divinità più importante; per questo il faraone, in quanto divinità in terra, era ritenuto il figlio del Sole.
Tra i molteplici benefici del Sole importantissimi poi sono quelli diretti sull’uomo. Questi è responsabile dell'abbronzatura oltre che delle scottature (dovute quest’ultime ad un'eccessiva esposizione al Sole), estetica a parte il Sole riveste un ruolo di primaria necessità in medicina: infatti induce la sintesi, da parte della pelle, della Vitamina D, indispensabile per il benessere osseo. Siccome la quantità di raggi Ultravioletti varia a seconda della latitudine terrestre, per questo si spiegano i diversi adattamenti biologici nel colore della pelle.
“Alcuni studiosi americani e norvegesi ammettono che una moderata esposizione alla luce del sole produce maggiori benefici alla salute che rischi; in particolare per le persone con carenza di vitamina D o per quelle che abitano a latitudini settentrionali.
Lo studio ha riportato che alti livelli di vitamina D, calcolati in base all'esposizione solare, sono collegati a maggiori probabilità di sopravvivenza nei pazienti ammalati di cancro.
Gli studiosi hanno scoperto che le persone delle latitudini settentrionali producono significativamente meno vitamina D che le persone vicine all'equatore. In particolare, gli australiani producono 3,4 volte più vitamina D rispetto agli abitanti degli Stati Uniti e quasi 5 volte più degli abitanti dei paesi scandinavi” Proceedings of National Academy of Sciences January 7, 2008
Altra azione positiva è quella esercitata nella prevenzione del rachitismo.
Come in tutte le cose non bisogna però eccedere in una eccessiva esposizione al Sole, soprattutto durante alcune fasce orarie. È utile infatti non stare al Sole nell’arco di ore che va dalle 11 alle 16,30 circa. Prima e dopo va benissimo, soprattutto se si hanno bambini o anziani.
Il Sole va preso con moderazione senza strafare, altrimenti, come in tutte le cose, il troppo storpia.
Da un punto di vista etologico e sociologico la pelle abbronzata serve a comunicare il proprio stato non solo di salute, ma sociale.
Quando si lavorava nei campi, la pelle abbronzata era sinonimo di fatica e di scarsa cultura, rispetto a chi con la pelle bianca comunicava una posizione di cultura e di agio sociale (mi viene in mente Clara in Heidi).
Al contrario, oggi la pelle abbronzata e sinonimo di possibilità: la possibilità di stare all’aperto, di avere del tempo libero da dedicare a se, la possibilità di godersi la vita.
Il Sole è a portata di tutti, prenderlo nella giusta dose è un diritto e dovere verso se stessi.
La sua formazione si ritiene esser stata indotta dall'esplosione di una o più esplosioni stellari (supernovae) nelle vicinanze della nube molecolare da cui si è in seguito formato il sistema solare. Il corpo centrale del Sistema Solare, e' una sfera di gas incandescente, per lo più idrogeno ed elio. Il diametro del Sole e' di ben 1.392.000 Km, 109 volte quello terrestre.
Per la vita sulla terra la luce solare è la fonte primaria di energia. Le sue radiazione sono impiegate in una grande varietà di processi naturali: la fotosintesi clorofilliana, ad esempio. L’uomo nel corso della storia oltre ad utilizzare l’energia immagazzinata negli elementi naturali, come il petrolio e in tutti gli altri combustibili fossili è riuscito ad ottimizzare ulteriormente l’energia solare, creando oggetti di vario tipo: si pensi ai pannelli solari adibiti a diversi scopi, come il riscaldamento dell'acqua o la produzione di corrente elettrica, per non parlare poi degli strumenti che utilizzano le radiazioni ultraviolette (radiazione UV) utili per la loro funzione antisettica.
Da sempre il Sole è sinonimo di benessere e di salute. In molte culture antiche, a partire dalla preistoria, il Sole era visto come una divinità o come un fenomeno soprannaturale. Per citarne solo una, nella religione egizia il Sole era la divinità più importante; per questo il faraone, in quanto divinità in terra, era ritenuto il figlio del Sole.
Tra i molteplici benefici del Sole importantissimi poi sono quelli diretti sull’uomo. Questi è responsabile dell'abbronzatura oltre che delle scottature (dovute quest’ultime ad un'eccessiva esposizione al Sole), estetica a parte il Sole riveste un ruolo di primaria necessità in medicina: infatti induce la sintesi, da parte della pelle, della Vitamina D, indispensabile per il benessere osseo. Siccome la quantità di raggi Ultravioletti varia a seconda della latitudine terrestre, per questo si spiegano i diversi adattamenti biologici nel colore della pelle.
“Alcuni studiosi americani e norvegesi ammettono che una moderata esposizione alla luce del sole produce maggiori benefici alla salute che rischi; in particolare per le persone con carenza di vitamina D o per quelle che abitano a latitudini settentrionali.
Lo studio ha riportato che alti livelli di vitamina D, calcolati in base all'esposizione solare, sono collegati a maggiori probabilità di sopravvivenza nei pazienti ammalati di cancro.
Gli studiosi hanno scoperto che le persone delle latitudini settentrionali producono significativamente meno vitamina D che le persone vicine all'equatore. In particolare, gli australiani producono 3,4 volte più vitamina D rispetto agli abitanti degli Stati Uniti e quasi 5 volte più degli abitanti dei paesi scandinavi” Proceedings of National Academy of Sciences January 7, 2008
Altra azione positiva è quella esercitata nella prevenzione del rachitismo.
Come in tutte le cose non bisogna però eccedere in una eccessiva esposizione al Sole, soprattutto durante alcune fasce orarie. È utile infatti non stare al Sole nell’arco di ore che va dalle 11 alle 16,30 circa. Prima e dopo va benissimo, soprattutto se si hanno bambini o anziani.
Il Sole va preso con moderazione senza strafare, altrimenti, come in tutte le cose, il troppo storpia.
Da un punto di vista etologico e sociologico la pelle abbronzata serve a comunicare il proprio stato non solo di salute, ma sociale.
Quando si lavorava nei campi, la pelle abbronzata era sinonimo di fatica e di scarsa cultura, rispetto a chi con la pelle bianca comunicava una posizione di cultura e di agio sociale (mi viene in mente Clara in Heidi).
Al contrario, oggi la pelle abbronzata e sinonimo di possibilità: la possibilità di stare all’aperto, di avere del tempo libero da dedicare a se, la possibilità di godersi la vita.
Il Sole è a portata di tutti, prenderlo nella giusta dose è un diritto e dovere verso se stessi.









