Il carnevale
Il Carnevale in origine faceva parte di un unico grande rito, che precedeva il periodo quaresimale, per seguire lo sviluppo della Natura, intesa come la fonte da cui dipende la vita stessa. Nel corso dei secoli il senso del Carnevale ha subito una serie di trasformazioni configurandosi come ora lo si conosce.
In passato le feste carnevalesche celebravano il rito della liberazione e purificazione del seme, nonché riti propiziatori per la fine dell’inverno e l’inizio del periodo di germinazione, infine il rito di fecondazione della terra stessa durante il periodo primaverile.
Il carnevale nasce dalla convinzione che la gioia e l’allegria nei cuori di tutti assicurano lo svolgersi in positivo di ciò che si vuole: questi è di auspicio per accompagnare la buona riuscita, quindi non un gioire per una conquista, ma un gioire per un’attesa.
Fondamentale dunque il senso della propiziazione, quindi le processioni, i riti, le danze, il riso vissuti come necessari, perchè devono generare il bene della comunità. Ecco che lo svolgersi degli eventi e dei riti durante il carnevale, danno al divertimento un significato oggi perduto.
Gioire non era inteso come un divertimento puro e semplice, avendo per scopo se stesso, ma una cosa profondamente più “seria” e comunitaria, dice il Toschi "lo scherzo, la satira, la burla sono d’obbligo: e tanto più gli scherzi sono arditi e sguaiati, le satire pungenti, le burle atroci, e tanto più riescono a far ridere, tanto più hanno valore". Ma se il riso e lo scherzo diventano una cosa seria, e sono drammatici allora sulla maschera ci sarà una smorfia di paura, di ansia, di attesa per ciò che potrebbe pure non avvenire.
In questa senso i segni del Carnevale prendono una precisa connotazione. Il fantoccio Carnevale rappresenta tutto ciò di cui ci si deve liberare.
La morte di Carnevale, epilogo della festa, è anche il culmine del rito di purificazione, che porta all’eliminazione del male il quale, per essere eliminato, deve essere denunziato pubblicamente. Ecco che la satira con cui ci si esprime ha la funzione e il valore di denunciare pubblicamente, di liberare dalla collettività il male compiuto.
L’eliminazione del male da il via ad un processo di fecondazione che nella simbologia carnevalesca è rappresentato dalle farse della Zeza, come i Contrasti. Le altre manifestazioni carnevalesche sono: la rappresentazione dei mesi (quindi il bisogno di auspicare la buona riuscita di tutti i momenti della vita della natura), la danza (che unisce tutti i partecipanti al rito in corso), il lancio di coriandoli o di cose che si dividono in mille pezzi, come arance o mandarini (segni di fecondità che riproducono il movimento della semina), accanto a questi significati si riconosce anche il bisogno psicologico di catarsi, sfogo, liberazione o di allentare i vincoli morali.
Carnevale pecchè si’ muorto
pane e vino nun ti mancava
’a ’nzalata era nell’uorto
Carnevale pecché si’ muorto?
Su smettiamo di far male
di colpire di annullare! Questo è un giorno per ballare!
Carnevale matto e strano
dura un giorno, un dì soltanto
ma tutti lega per la mano:
una mano stretta così
per la pace di ogni dì.
Barbara Camilli









