• Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello

Il pino

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altPino (Pinus Linneo) è il nome comune degli alberi e arbusti sempreverdi appartenenti alla famiglia delle Pinaceae, che comprende 115 specie circa. Caratteristica del Pino sono gli aghi (ovvero le foglie del pino) riuniti in gruppi di 2, 3 o 5 (raramente 1, 4 o più aghi) che nelle piante adulte non sono inserite direttamente nel ramo ma su corti rametti. Appartiene alla specie dei sempreverdi.

In Italia sono presenti il pino silvestre, il cirmolo e il pino mugo nelle zone alpine; il pino domestico, il pino d’Aleppo, il pino marittimo nella zona mediterranea.
 

Storie e leggende
 
Tutte le specie di pini appartengono al gruppo degli alberi definiti cosmici. La loro presenza è documentata in ogni epoca. Nel periodo dell’ antica Grecia il Pino era consacrato a Rea, la Grande Madre. Successivamente si è affermato il mito di Attis, il pino sacro, che moriva e resuscitava. La mitologia greca intorno al Pino ha creato un simbolismo complesso legato ad alcune caratteristiche dell'aspetto e della vita di questa pianta: se da un lato veniva considerato come simbolo di morte, (questo perché una volta tagliato non è più in grado di ricrescere) dall’altro era visto come simbolo di immortalità (questo grazie alla sua capacità di vivere anche in ambienti sfavorevoli).

Durante i primi secoli del Cristianesimo il pino è annoverato tra le piante sacre. Si pensi che in Giappone tutt’oggi il pino evoca il senso dell'immortalità, per questo è utilizzato nella costruzione dei templi shintoisti e degli strumenti rituali.
Simbolo di potenza vitale, fecondità e segno di buon augurio, fino a qualche decennio fa compariva nella cerimonia nuziale, quale augurio di continuità dell'amore coniugale e di prosperità del genere umano.
 
 
Usi passati ed attuali

In passato gli antichi erano soliti fare la resinazione, ossia l'estrazione della resina dal tronco dei pini attraverso un'apposita incisione fatta alla base dei fusti, da cui fuoriusciva l'essudato. La resina era particolarmente apprezzata perché da questa si ricavava la trementina, la pece molle e la pece dura, utili nel preparare medicine, calafatare le navi e incatramare il legno.
Oggi giorno, nella moderna fitoterapia, la trementina è utilizzata per curare le vie respiratorie mentre altri preparati a base di pino, sono utilizzati per curare i reumatismi e la sciatica.
 
 
L’albero di Natale tra storie …..e leggende
 
storie...

L'albero di Natale è uno dei simboli del Natale. Sulla nascita di questa tradizione ciò che accomuna le tante storie e leggende è l'interpretazione del simbolo: da un lato l’albero sempre verde rappresenta la vita che continua anche nel periodo più freddo dell’anno, dall’altro costituisce un simbolo fallico e di prosperità con il ritorno alla stagione di primavera (il ciclo di morte-nascita,
lo ritroviamo in moltissime culture, oltre quella cristiana). Addobbarlo con oggetti vari, prendeva
i connotati di un piccolo rito casalingo propiziatorio che portava fortuna ed abbondanza alla famiglia.

Secondo gli antichi l’idea dell'albero natalizio proviene dall'Egitto in quanto il pino assomiglia a una piramide: si narra che un viaggiatore portò in occidente l'idea di imitare le piramidi con un albero (il pino) che avrebbe rappresentato la terra dei faraoni in Europa.
Gli antichi popoli germanici utilizzavano il pino nei riti di passaggio al solstizio d’inverno. Una leggenda narra che nell'ottavo secolo un monaco benedettino giunto tra i Germani per portare la parola di Cristo tra le genti pagane, sorprese un gruppo di adoratori di Odino sotto una quercia intenti a un sacrificio. Il monaco abbattè la quercia poi recise un piccolo pino e lo offrì a quelle genti come simbolo della vita eterna, e gli diede il nome di Albero di Gesù Bambino.
La tradizione vuole che i popoli germanici, con il solstizio invernale nei riti pagani festeggiavano il passaggio dall'autunno all'inverno piantando davanti alle case un abete ornato di ghirlande e bruciando un enorme ceppo nei camini.

Martin Lutero fu tra i primi che ebbe l'idea di decorare l'albero con piccole candele per testimoniare la vita e la fede.

Nel 1611 si narra che la duchessa di Brieg, in Germania, dopo aver preparato tutto nel suo castello in occasione di festeggiare la ricorrenza, si accorse che nel salone restava un angolo che appariva vuoto rispetto al resto della stanza riccamente addobbata. Uscita nel parco adiacente al castello, mentre passeggiava pensierosa, notò un piccolo abete e si disse: “andrà sicuramente bene per quell'angolo vuoto!”. Così chiamò uno dei suoi giardinieri chiedendo di adagiare l'alberello in un vaso poi trasportato nel salone delle feste.

Nel 1737 nella città di Strasburgo Karl G. Kissingl, professore universitario, racconta di una contadina che nell’approssimarsi del Santo Natale  insieme ai regali preparò un albero per ogni figlio. Durante la notte di Natale oltre ai regali ogni figlio ricevette anche il suo albero.

Nel 1846, la regina Vittoria e il principe Alberto furono fotografati con i loro figli intorno a un albero di Natale. L'immagine fu pubblicata su "Godey's Lady's Book", una celebre rivista dell'epoca, ed ebbe un enorme successo. La fotografia lanciò la moda dell’albero diffuondendosi in tutta la Gran Bretagna e negli States: ora gli alberi di Natale erano d'obbligo per l'elite Americana come per i nobili inglesi.

Verso la fine del 1800 la moda dell’albero di Natale dilagò in tutte le corti europee tra le famiglie della nobiltà. La regina Margherita, moglie di Umberto I° ne fece allestire uno, all’interno del salone del Quirinale, dove la famiglia reale abitava. La novità piacque moltissimo e l'albero divenne di casa tra le famiglie italiane e popolarissimo tra i bambini.

Il primo presidente americano a mostrare un albero di Natale fuori dalla Casa Bianca fu Franklin Pierce. Nel 1889 Benjamin Harrison dichiarò che l'albero alla Casa Bianca faceva parte della tradizione americana. Purtroppo la moda portò in breve tempo alla devastazione di numerose foreste. Fu per questo che Theodore Roosevelt, per salvare le foreste, decise che la casa Bianca non avrebbe più avuto l'albero.
Per salvare le foreste furono creati i primi alberi artificiali. Di origine Tedesca l’invenzione approdò in ogni nazione.


……e leggende

Una leggenda narra di un taglia legna che, tornado a casa in una notte innevata illuminata dalla luna, vide uno spettacolo spettacolare: fu abbagliato dal luccichio delle stelle che brillavano attraverso i rami di un pino completamente ricoperto di neve ghiacciata. Per raccontare alla moglie la bellezza di quello che aveva visto, l'uomo prese un piccolo pino, lo coprì con dei nastri bianchi adagiando sui rami piccole candele illuminate. La moglie e tutto il vicinato rimase così meravigliata nel vedere l'albero e sentire il racconto del marito che da allora ogni casa ebbe il suo albero di Natale.

Un'altra leggenda, di origine americana, racconta di un bambino che dopo aver smarrito la strada di casa alla vigilia di Natale si addormentò sotto un abete. Questi per proteggerlo dal freddo, si piegò fino a racchiudere il bambino tra i suoi rami. La mattina i compaesani trovarono il bambino
che dormiva tranquillo sotto l'abete, tutto ricoperto da cristalli che luccicavano alla luce del sole.

I primi addobbi erano mele colorate ed ostie, questo ad indicare il significato religioso. Poi fecero la loro comparsa lumi, immagini, rose di carta, ghirlande di fiori secchi. In seguito alle ghirlande si unirono nastri e frutti colorati, poi le candeline, fino a quando, verso la metà del 1800, alcuni fabbricanti svizzeri e tedeschi prepararono ninnoli di vetro soffiato leggeri e variopinti. Fu solo nel 1848 in Germania che apparve il primo ornamento in vetro: si trattava di un "kugel", una larga palla cava all'interno, con dimensioni che variavano dai tre ai venti centimetri.

La cultura cattolico-romana all'Albero di Natale, preferisce la tradizione del presepio tramandato da Francesco d'Assisi a partire dal periodo a cavallo fra il XIII ed il XIV secolo.
 
 
Curiosità

La forma della chioma assomiglia ad una A e nell'Europa settentrionale era riservato a quest'albero (lettera A dell'alfabeto degli alberi) il primo giorno del solstizio invernale celebrato a Natale. La lettera A e la lettera B - in greco "alfa" e "beta", in ebraico e caldaico "alef" e "bet" - formano d'altronde la stessa parola "alfa-beto". L'"A-bete" simboleggia dunque anche un'espressione alfabetica, cioè letterale della nascita di tutte le cose, e perciò era celebrato a "Natale". Natale significa infatti nascita.
 
 
Usi in cucina
 
Tisana alla gemme di pino

Per placare il fastidioso bruciore alla vescica e calmare l’infiammazione, l’infuso alle gemme di pino è un ottimo rimedio naturale, ma perchè sia efficace va bevuto per almeno cinque giorni consecutivi. Per la tisana servono 30 grammi di gemme di pino, lasciate a macerare in acqua bollente per una mezz’oretta. Passato il tempo di macerazione, occorre filtrare l’infuso e berlo a piccole sorsi durante tutto l’arco della giornata.

Liquore alle gemme di pino

Gemme di pino 1 kg. zucchero 1 kg. alcool: gr. 100 per lo sciroppo gr. 500 per il liquore.
Si devono prendere gemme di pino appena germogliate, alte al massimo due tre centimetri. Prendete un vaso di vetro a chiusura ermetica e riponete le gemme alternandole con strati di zucchero. Dopodichè si mette il contenitore al sole avendo cura di mescolare ed amalgamare l'infuso dopo un paio di giorni. Al sole il vaso va lasciato per 8 giorni (se il tempo è bello) o 12 giorni (se il tempo è brutto). Alla fine si otterrà un liquido pari ad un litro circa che va filtrato e poi imbottigliato. Infine si aggiunga l'alcol, nella misura di grammi 500 per litro se si vuole una bevanda liquorosa, oppure di grammi 100 se si vuole sciropposa. Si può consumare dopo un mese.


La poesia "se non puoi essere un pino sul monte..."   
Martin Luther King

“Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina
sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere un’autostrada
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.”


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