Arancia

L’arancia, frutto tondeggiante dalla buccia spessa, ha la polpa succosa, profumata e zuccherina. Questo frutto proviene dall’albero (un sempreverde) dell’arancio detto «Citrus Sinensis», originario della Cina.
I Greci non lo conoscevano e ai Romani era nota solo la varietà amara, detta melangola. Il termine arancio proviene dal persiano “Ciaranú” (frutto dell’elefante), da cui derivò «nagrunga» in sanscrito e quindi «naranzi» e «aranti» in italiano. L’Italia conobbe appieno questo frutto solamente verso la metà del Quattrocento, quando i crociati avevano importato in Europa l’arancia agra. Il suo tributo più grande doveva però aspettare Vasco de Gama il quale, al rientro da uno dei suoi viaggi in Oriente, portò anche un albero di arance dolci, dal quale, sembra, ebbero origine tutti gli aranci europei
Ne esistono due varietà: l'arancio dolce, originario della Cina, frutto noto ai Romani nel primo secolo d.C. e l'arancio amaro (per la presenza di aurantiamarina) originario dell'Asia sudorientale, coltivato in Arabia dalla fine del IX secolo ed in Sicilia all'inizio dell'undicesimo secolo. Questo frutto viene usato principalmente per la preparazione di canditi, per la preparazione di liquori e amari.
Pensate che un albero può produrre fino a 500 frutti in un anno.
Tra le varietà
Tarocco, una varietà pregiata, con polpa striata di rosso, solitamente senza semi. Adatta sia per la tavola, sia per spremuta.
Moro: arancia sanguigna, con polpa rossa, ricca di succo. Particolarmente adatta per le spremute. Sanguinello: più piccola e più rossa della mora. Adatta per le spremute. Navelina, ovale, valencia
Proprietà nutrizionali
Le arance a polpa rossa, pigmentate, contengono l'87% circa d'acqua, pochi grassi e proteine, molti minerali come calcio, fosforo, potassio, ferro selenio e soprattutto diverse vitamine fra cui oltre alla vitamina C, la A, B1, e la B2. Essendo relativamente scarsa di zuccheri, può essere consumata con una certa tranquillità anche da persone sofferenti di diabete.
E' un ottimo rimedio per combattere l'affaticamento.
Contiene sali minerali come il calcio, il bromo che ha effetto calmante, il magnesio che contribuisce a mantenere l'equilibrio del sistema nervoso e costituisce difesa contro alcune malattie come il cancro, il fosforo che stimola l'attività cerebrale, lo zinco che aumenta l'azione e l'efficacia delle vitamine, il rame e il ferro che prendono parte al processo di fabbricazione dei globuli rossi, lo zolfo che rafforza legamenti e tendini.
Contiene anche molti polifenoli molecole fortemente antiossidanti. E' utile anche in caso di disturbi intestinali, epatici e gastrici. Inoltre le arance, come tutti gli agrumi, sono utilissime al sistema immunitario.
Particolarità culinaria
Il succo delle arance è molto utile in cucina per sgrassare ed aromatizzare le carni: dei volatili, del maiale e dei pesci bianchi. . Pranzi del ‘500 indicano quanto fosse usuale l’accostamento dolce-agro di carni e pesci, ad esempio; spiedini di quaglie e salsicce alternate con fette d’arancia, bottarga, calamaretti, capponi, capretti serviti con succo d’arancia.
CURIOSITA’
Per togliere gli odori dal forno, dopo averlo pulito, cuocete alcune buccie di arancia a 180°; avrete un forno profumatissimo!
Aromatologia
Dall'arancio si ricavano importanti oli essenziali. L'olio per spremitura della varietà amara viene denominato “bigarade” e quello per distillazione dei fiori a sua volta viene detto Neroli bigarade.
Un po’ di storia, tra fatti accaduti e arte
"A Roma, nel chiostro del convento di Santa Sabina all'Aventino è presente una pianta di arancio dolce che secondo la tradizione domenicana è stata portata e piantata da San Domenico nel 1220 circa. Si dice che il Santo avesse portato con sé un pollone dalla sua terra spagnola e che tale specie di frutto sia stato il primo ad essere trapiantato in Italia. Questo arancio è considerato miracoloso in quanto a distanza di secoli ha continuato a dare frutti attraverso altri alberi rinati sull'originale, una volta seccato. Pare che le cinque arance candite che Santa Caterina da Siena offrì, nel 1379, a papa Urbano VI provenissero proprio da questo arancio di Santa Sabina."
Informazione tratta da www.angolohermes.com
Per quanto riguarda la pittura gli agrumi, soprattutto i limoni, sono raffigurati tra i più noti da Benozzo Gozzoli, dal Mantegna, dal Verrocchio, dal Botticelli, dal da Vinci e dal Tiziano.
Gli agrumi li troviamo anche nell'Orlando Furioso, così vengono citati: “amenissime mortelle, cedri, et naranci, ch'avean frutti et fiori cotesti, in varie forme e tutte belle”, e dal Tasso che ci dice che “fugaci mai vivon gli aranci, coi fiori eterni, eterno il frutto dura”.









