• Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     

Il cavolo

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Il cavolo è un ortaggio dall'aspetto imperiale se ben ci pensate. Provate a vedere la foto in alto, cosa vedete?
Foglie a parte, andate oltre.
Provate a cogliere in un flash l'immagine che vi arriva.
Allora!!??
Caspita, chi ha saputo osservare al di là della sola immagine avrà visto un cuore bianco circondato da un ventaglio meraviglioso di foglie merlettate che come un centrino di preziosa manifattura avvolge questo cuore polposo e ricco di preziose virtù. Sembra il dipinto del colletto di una imperatrice dell'Epoca Vittoriana.

E' una delle verdure più "benefiche" ad alto contenuto di principi che rinforznoa le difese immunitarie.
Le foglie ed in particolare quelle esterne è bene mangiarle in insalata, affinché non perdano le loro prerogative. Esse contengono una buona quantità di vitamine A- B1- B2- C- K- ed U (una delle ultime vitamine arrivate, con la funzione di combattere l'ulcera gastrica, l'ulcera duodenale e le ulcere intestinali), zolfo, ferro, calcio, fosforo, potassio, e magnesio. Il cavolo svolge anche una funzione depurativa dell'organismo, poiché partecipa all'eliminazione dei residui e delle tossine.
Per uso esterno è vulnerario (cicatrizzante delle ferite). Per quanto riguarda invece l'uso interno il cavolo ha proprietà nutritive: è antianemico, rivitalizzante ed autoimmunizzante. E' molto utile contro bronchiti, coliti, congiuntivite, contusioni, sinusite, diabete, diarree e dissenterie, dolori gastrici ed intestinali, dolori muscolari e reumatici e influenza.
La ricchezza del cavolo in zolfo, arsenico, calcio, fosforo, rame, iodio può spiegare le sue virtù digestive, rimineralizzanti e ricostituente e riequilibratore cerebrale (1 kg di cavolo da un apporto di 2,5 gr di fosforo), questo proprio grazie al suo contenuto di vitamina B1.
Sciacqui con il succo di cavolo curano l'afonia.
Il succo di cavolo è molto utile per combattere la stitichezza: a tal fine si fa bollire il cavolo in poca acqua per non più di 2/3 minuti (per evitare la perdita di numerose proprietà) e si filtra il succo, da bersi la mattina e la sera.
In cosmesi, si utilizza il suo succo come ingrediente di prodotti vitalizzanti per la pelle.
Per Messèguè, è il medico dei poveri: scrive, in «HA RAGIONE LA NATURA», che in caso di ustioni e di punture di insetti, una foglia ben schiacciata, applicata con fasciatura, allevia il dolore e favorisce la cicatrizzazione. Si applica anche su tutte le lesioni esterne, screpolature, piaghe, paterecci, ascessi, foruncoli, etc., poiché il cavolo ha la proprietà di risucchiare verso l'esterno gli umori infetti e suppuranti della carne.


CONSIGLI IN CUCINA

Siccome la cottura distrugge la vitamina U, è opportuno consumare il cavolo sotto forma di succo fresco, poiché sembra che la sua azione sia minore quando viene preparato molto tempo prima del consumo.
Si può anche preparare il cavolo a strisce sottili, come antipasto crudo. Occorre rilevare inoltre che, contrariamente a tenaci pregiudizi, il cavolo si rivela estremamente prezioso per lo stomaco e l'intestino, sia che venga utilizzato come succo o crudo come antipasto o ancora cotto a stufato. E' tollerato da tutti gli organismi.

Se si frulla e si insapora il succo con un po' di limone quello che si ottiene vale di più del cavolo in compresse in vendita sul mercato.



Le varietà
 
Vi sono numerose varietà di cavoli, che presentano poche differenze fra loro per quanto riguarda l'aspetto nutrizionale:

- Cavolfiore: è ricco di sali minerali, vitamina B e aminoacidi. Ha fiori bianchi molto gustosi, che sono la parte commestibile; le foglie non si mangiano. Fra i più diffusi ricordiao il Gigante di Napoli, il Pisano tardivo, il Tardivo di Fano.

- Cavolo broccolo: simile al cavolfiore, presenta infiorescenze verdi o verdi violette. Contiene una buona quantità di proteine, vitamine e sali minerali.

- Cavolino di Bruxelles: è originario del Belgio, di piccole dimensioni e colore verde chiaro. Ricco di sali minerali, carboidrati e proteine. Fra le varietà più diffuse vi sono la Frigostar, la Lunet, la Sigmund.


 


- Cavolo cappuccio verde o rosso: è di origine molto antica ed è diffuso soprattutto nell'Italia meridionale. Presenta foglie verde pallido o rosso scuro, unite assieme a formare una palla. Tra le varietà nostrane ricordiamo il Cuore di bue, il Precoce di Napoli, la Testa di negro.
 


- Cavolo verza: questo cavolo viene coltivato soprattutto nell'Italia centrosettentrionale ed è di origine molto antica. Ha foglie rugose verde scuro all'esterno e verde chiaro all'interno (viene anche detto cavolo di Milano).


In generale questi straordinari vegetali svolgono un’azione complessivamente riequilibrante anche in caso di amenorrea, dismenorrea e dolori mestruali in generale, nonché in caso di ferite suppuranti, nelle piaghe, e in genere in tutte le problematiche della pelle. Buoni i risultati anche in caso di distorsioni, reumatismi, ascessi.


Zona di produzione

Circa l'80% della produzione mondiale di cavolo proviene da Asia ed Europa, e soprattutto in Germania è utilizzato, sia fresco che dalle industrie di trasformazione, per la produzione di crauti. In Italia le regioni dove la produzione di cavoli è più sviluppata sono: Campania, Sicilia, Lazio, Abruzzo e Puglia.

 




Storia


Conosciuto fin dall'antichità il cavolo (Brassica oleracea - fam. crucifere) era considerato sacro dai Greci. Lo scrittore greco Luciano, scriveva che i greci ritenevano che il cavolo fosse nato dal sudore di Zeus, per cui era sacro. Il medico greco Crisippo (IV sec. a.C.) scrisse un intero libro su questo ortaggio. Ippocrate (460-377 a.C.) lo usava contro coliche e dissenterie; Catone il censore era uno specialista, ne distingueva 4 tipi e li usava contro qualsiasi malattia. Ma del cavolo si interessarono e scrìssero Teofrasto, Discoride, Plauto, Cicerone e Plinio. Anche il poeta Giuseppe Giusti racconta di averne sperimentate le virtù su una piaga che gli si era formata dopo una caduta. Risalendo ai Romani, questi lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l'organismo ad assorbire meglio l'alcool mentre con le foglie pestate medicavano ulcerazioni e ferite. Non solo, a Roma si attribuiva al cavolo il potere di scacciare la malinconia e la tristezza. Catone il Vecchio, vissuto nel III e II secolo a.C., lo considerava una panacea. Plinio il Vecchio, nel I secolo dell'era cristiana, lo definiva la pianta miracolosa che aveva permesso ai Romani di fare a meno dei medici per sei secoli. La diffusione del cavolo sulle mense non venne meno con il passare del tempo, anche se per un certo periodo fu considerato il cibo per i giorni di magro. Nel '500 veniva usato come lassativo: il suo succo unito al miele era ritenuto ideale per la cura della raucedine e della tosse. Presso le popolazioni marinare, il cavolo (assieme alla cipolla) era l'alimento tipico degli equipaggi delle navi, utilizzato per compensare le diete necessariamente povere durante i viaggi per mare. Nel 1630 il brodo di cavolo era raccomandato in tutte le affezioni polmonari.

 




Tradizione e cultura


Il cavolo è nel mondo contadino il simbolo della nascita, non solo per la credenza che i bimbi nascano sotto tale ortaggio, ma anche per altre analogie ancora più profonde: intanto le verze vivono per tutto l’inverno, da novembre fino a primavera inoltrata, offrendo nutrimento abbondante in tutti i paesi del nord Europa (nel mondo contadino di allora, ricordiamolo, ci si nutriva dei prodotti della terra locali in sinergia con le stagioni, per cui a volte il cavolo era l’unico ortaggio che resisteva ai geli). Il suo nome latino, caulis, significa sia fusto, sia pianta, sia pene.
Il modo di piantare il cavolo è in stretta analogia con l’atto sessuale, poiché col pollice le donne facevano un buco nella terra dove veniva inserito il piantino. La raccolta comprende una serie di gesti noti alle levatrici: la testa del cavolo viene presa tra le due mani, fatta ruotare dolcemente e tirata; infine con la roncola si recide il fittone così come il cordone ombelicale.
Infine il cavolo, nella tradizione erboristica popolare, presenta una varietà infinita di impieghi terapeutici, tra i quali quello di aumentare il latte della puerpera e di espellere il feto morto.
Il cavolo del Mungìn non fa altro che ricordare la fertilità della luna piena femminile, ed è corretto che sia un uomo a venderlo, rubarlo o comunque a fare da veicolo affinché la gestazione abbia luogo.
Chi è il Mungin?
Nel Casalese emerge l’esistenza di un personaggio, il Mungìn, la cui figura si delineava nelle notti limpide sul volto della luna vecchia.
Il Mungìn è un contadino con un cappellaccio sul capo, recante in mano un cesto contenente cavoli appena colti o rubati. Oppure si vedeva un cavallo con un carro, e si diceva che c’era «il Mungìn cal ‘ndava a venrdri i coi ant la lün’na» (Il Mungìn che andava a vendere i cavoli sulla luna). Il «Mungìn cun la cavagna dal versi» (Il Mungìn col cesto delle verze), ovvero il «Mungìn d’la lün’na» che vende i cavoli o li ruba, visto in paesi






POESIA

del cavolo cappuccio e del broccolo di Natale


Se ti piazzi
in piazza
spiazzi
ed impazzi.
Il rimpiazzo
non  stramazza.
Colombina strapazza
la sua vecchia ramazza.
Matamoro strombazza
la lucente corazza.
Per questo non si incazza
la colorata pupazza.
Questi versi scopiazza
la furba ragazza
ed al fin inguazza
a guazza
in terrazza.

Come hai detto?
Tutto in azza
ed allora cambio in acca.
Il lattante fa la cacca
nel giardino c'è la bacca.
Lei è una pricipessa non una vacca
gli regalo d'or una brocca.
Non mi fermo
che sollazzo!
Dalla rima in azzo
son finito a quella in acca.


Per cantar 'sta filastracca
un po' scema e un po' bislacca.
Allor mi sbuccio un'albicacca
e cerco aiuto alla violacciacca.
Perchè un pinguino in fusciacca
mi randella con un baston di malacca
per colpa di 'sta poesia un po' baldracca.



Medicina popolare

Nell’ambito della medicina popolare il cavolo veniva consigliato centrifugato in associazione con il succo di carota e di finocchio per curare non solo molte affezioni dell’apparato respiratorio e dell’apparato circolatorio, ma anche patologie epatiche rilevanti.
Secondo una tradizionale ricetta popolare, il cataplasma di cavolo verza associato a senape (notoriamente revulsiva e pertanto ideale per stimolare il richiamo di sangue in loco) e ad aceto di vino avrebbe spiccate proprietà curative nelle mialgie e sciatalgie.
I dolori muscolari dovuti a sciatica, nevralgie e reumatismi sono alleviati o eliminati dai cataplasmi di cavolo tritato e posto in una garza sulla parte dolorante. La nonna di Mességué, che soffriva di artrosi, metteva una foglia di cavolo all'interno della ginocchiera di lana e allo stesso modo potrebbero fare tutti quelli che soffrono di questo tipo di dolori e portano ginocchiere, bracciali, ventriere, etc., elastiche tipo Gibeau.
Mességué prescrive foglie di cavolo calde in compresse su tutti gli organi doloranti: fegato in crisi, dolori intestinali, mestruazioni dolorose, emicranie, mal di gola per raffreddori e asma. Per il mal di gola utilizza il succo di cavolo, ottenuto col frullatore, efficace sia per gargarismo che bevuto lentamente con un po' di miele. La gola si cicatrizza e la voce ritorna in caso di afonia. È anche indicato nelle cirrosi epatiche, dissenterie, malattie croniche intestinali, anemia, arti trismo e gotta.


Ed ora qualche ricetta a base di questo preziosissimo ortaggio dalle mille virtù!


Soufflè di cavolfiore

Pasta e cavoli

Insalata di cavolo con Roquefort

Cavolo rosso brasato


....e buon appetito!!!



Barbara Camilli
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