• Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola

Il fico

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Ragazzo con canestro, di Caravaggio



Il fico

Il fico è un frutto molto noto fin dall’antichità: greci, romani ed egiziani ne conoscevano le virtù e le preziose proprietà. Dai reperti archeologici sono stati trovati fichi essiccati e ben conservati, risalenti alle civiltà agricole della Mesopotamia, per non parlare poi della cultura dell’antico Egitto.
Il fico viene inserito tra le piante xerofile, ossia quelle piante adatte a vivere negli ambienti caratterizzati da lunghi periodi di clima arido o di siccità.
In Palestina, durante la diffusione del Cristianesimo viene citato nelle sacre scritture dell’Antico Testamento come simbolo di abbondanza. Non solo, nel Libro della Genesi 3,6-7 quando si parla di Adamo ed Eva e del peccato originale nel giardino dell’Eden viene scritto che per coprire le proprie nudità “dalla vergogna” staccarono delle foglie dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male (Genesi 3,7). L’albero e le foglie sono del fico.


 
Peccato originale e cacciata del paradiso (Cappella Sistina) di Michelangelo


Ma vediamo un po’ più da vicino il frutto del fico in alcune culture.
Le prime colture del frutto risalirebbero a 11 000 anni fa, quando fecero la loro comparsa le prime forme di agricoltura. A dirlo e confermarlo sono stati due ricercatori israeliani diretti e coordinati da Ofer Bar-Yosef della Harvard University, Mordechai E. Kislev e Anat Hartmann della Bar-Ilan University i quali hanno pubblicato una relazione sulle loro scoperte nella rivista "Science" (vo. 312, n. 5778). Nell’articolo viene spiegato il “frutto” della loro scoperta, ovvero raccontano di aver trovato nove piccoli fichi e 313 piccole parti del frutto in due siti archeologi nei pressi di Gilgal I, un villaggio nella bassa Valle del Giordano a circa sedici chilometri a nord dell'antica Gerico, zona lungamente abitata 11 400 anni or sono.
Questa importante scoperta dimostra non solo che i fichi sono coltivati da tempo immemore, ma anche che iniziarono ad essere coltivati circa un migliaio di anni prima del grano, orzo e legumi. S
crive Bar-Yosef:
"11 000 anni fa ci fu un fondamentale passo in avanti, che portò l'uomo a cambiare in modo attivo l'ambiente e a trasformarsi da cacciatore raccoglitore in agricoltore".
Gli antichi in particolare si resero conto che il il frutto del fico non si sviluppava per impollinazione ad opera degli insetti. Tra le scoperte questa fu molto importante nel campo dell’agricoltura.
Scrive Bar-Yosef:
''una volta scoperta questa mutazione - spiega Bar-Yosef - gli antichi abitanti del villaggio si accorsero che i frutti non producevano semi e quindi non potevano produrre nuovi alberi. A questo punto iniziarono a coltivarli attraverso appositi innesti”.
L’uomo si è evoluto nel corso dei secoli perché ha saputo adattarsi, adattando a se il mondo che lo circondava. Ecco che, nello scoprire l’agricoltura, specifico e affino le sue capacità cognitive, attraverso forme di ragionamento sempre più concrete ed astratte. Così facendo, in una sequenza di azioni e reazioni, affinò i suoi sensi migliorando le tecniche di agricoltura.

Nella mitologia egizia si parla del fico riferendosi al sicomoro. Il fico era considerato un albero cosmico che simboleggiava l’immortalità. Era l'Albero della Vita, così importante da offrire doni preziosi, come il succo del frutto ritenuto detentore di poteri occulti. Sempre il riferimento alla vita ed alla morte, il legno dell’albero del fico era utilizzato per fabbricare i sarcofagi: questo perché si riteneva che seppellire un defunto in una cassa prodotta con il legno del fico aiutava la persona nel viaggio verso l’aldilà reintroducendola nel grembo della dea madre dell’albero. A testimonia la presenza di questa pianta nell’antico Egitto, esistono delle rappresentazioni della stessa ben conservate presso la piramide di Gizech risalente a circa 4000 anni fa.

Nella mitologia greca il fico era un frutto sacro a Dionisio come anche a Priapo quale dio della fecondità. Della sua coltura ne parlano ampiamente Archiloco (VII sec. a. C.) a Paros (Grecia), Aristotele, Teofrasto e Discoride.

Nella mitologia romana il fico era un frutto sacro a Marte. Della pianta del frutto si narra che alle sue pendici furono trovati in una cesta Romolo e Remo alla cui ombra sarebbero stati allattati dalla lupa. Secondo gli antichi il fico, dunque,  testimonia la fondazione di Roma. Durante la Repubblica Romana l’albero del fico era considerato di buon auspicio, per questo ogni qual volta la pianta moriva, veniva prontamente rimpiazzata con una nuova. Se accadeva che la pianta si seccava o pativa, veniva vissuto come un segno nefasto, per cui ci si potevano aspettare le peggiori sciagure pubbliche. Per questo motivo i sacerdoti romani ne avevano gran cura.


Proprietà nutrizionali del fico
Tra i frutti viene considerato un alimento zuccherino perché la quantità di zucchero in esso contenuto è pari a circa il 13% del peso. Tra i suoi eccipienti ci sono diverse vitamine idrosolubili e minerali (con alcune differenze fra frutto fresco e frutto secco). Ha un potente effetto lassativo, quindi conviene non eccedere nel consumo. Molto versatili in cucina possono essere conservati o trasformati in varie forme: fichi secchi, marmellate, sciroppi, distillati, mostarde, ecc...
La pianta ha due produzioni: i fioroni (a maturazione primaverile-estiva) e i fichi veri (a maturazione estivo-autunnale). La grande adattabilità a ogni tipo di terreno e la bassa richiesta idrica, fanno di questa pianta un prezioso alleato dell’agricoltura. Per questo, probabilmente, era molto importante nel passato.
In Italia la maggior produzione di fichi si ha in Calabria, seguita dalla Campania, dalla Puglia e dalla Sicilia. Circa le diversità all’interno della stessa specie molto si è detto e scritto.
Nel 1820 Giorgio Gallesio, nella sua monumentale opera sulle varietà di piante da frutto, ne descrive quattrocentocinquanta, mentre nel 1901 Eisen ha descritto 371 varietà, diffuse in tutto il mondo. Manaresi, suo contemporaneo, riferisce che nell’Europa meridionale e in Africa se ne potevano contare oltre 750.
Nel 1955 Condit ha scritto la più importante monografia sul fico descrivendone ben 720 varietà compresi anche le 129 varietà di caprifico.

Curiosità
I nomi del frutto di fico variano molto in base alla forma, alla provenienza, all’eventuale proprietario e al periodo di maturazione.

Legati alla provenienza:
“Dei greci”, “Martana”, “Fasanese”, “Tarantina”, “Potentino”, “Turca”, “Taurisano”, Napoletana”, “Brindisina”, “Greca”;

alla forma e colore dei frutti:
“A campanella”, “Casciteddha”, “Verdesca”, “A sangu”, “Rigata”, “Bianculeddha”, “Morettina”, “Noce”, “Niura”, “Pizzilonga”, “Quagghia”, “Rosa”;

al periodo di maturazione dei fioroni o dei fichi veri:
“San Giovanni”, “San Vito”, “Di Santa Marina”, “Tardiva”, “Natalina”, “Varnea”, “D’inverno”;

all’eventuale proprietario o ad una persona cui si dedica il frutto in segno di rispetto e riverenza come le varietà:
“Del Vescovo”, “Dell’Abate”, “Dell’Angiulieddhu”, “Della Monaca”, “Della Signura”, “Del Cavaliere”.

A chi serve e come

Molto utile per chiunque con particolare riguardo bambini, in quanto ottimo sostegno per la crescita dal punto di vista nutrizionale, ottimo per le donne in gravidanza , per chi è pesantemente affaticato e per chi soffre di digestione difficile (attraverso il decotto del frutto).
Se provate ad aprire il frutto fresco del fico potete osservare un armonia di colori e forme che induce  in chi lo vede un senso di immediata morbidezza e dolcezza. Per questa analogia strutturale, la medicina popolare lo prescriveva alle ragazze in attesa della prima mestruazione o alle donne vicine alla menopausa.
Per le numerose proprietà di cui è ricco, questo frutto è altamente nutriente, emolliente ed espettorante. Grazie al suo effetto emolliente è utile ed efficace come coadiuvante nel trattamento delle gastriti di origine nervosa e nelle bronchiti.
Molto utile anche in caso di convalescenze, astenie e anemie. Le sue proprietà nutrono e rivitalizzano il circolo linfatico, mentre l’azione come lenitivo aiuta a regolarizzare la motilità gastro-intestinale.


Barbara Camilli

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