Lo spazio della tecnica metamorfica
Qual è lo spazio che i praticanti della Tecnica Metamorfica offrono ai loro clienti? E quale ragione fa sì che, durante una seduta, per tante persone è come se "se ne andassero"? Diventano assenti, sognanti, si sentono come in un altro mondo, “come se fossi stato immerso in un profondo sonno, eppure ero cosciente del tocco leggero delle tue dita sul mio piede”, o ancora “ mi sentivo la testa vuota – ero qui e allo stesso tempo non c’ero”. La funzione dei praticanti della Tecnica Metamorfica è di offrire ai loro clienti – attraverso il proprio distacco - uno spazio completamente libero da direzione. Il distacco si definisce: notare soltanto i fatti, prenderne atto e lasciare che siano (i fatti possono essere un dolore, un’emozione, un rumore, il colore della luce, il perché di una domanda, in breve la percezione interiore ed esteriore di sé, di chi è l’altra persona e di quali sono i fatti) senza giudizio, né paragone o qualsiasi altro genere di valutazione mentale.
Sembra che questo atteggiamento inibisca alcune delle attività disordinate del cervello, conduca all’equilibrio dei suoi due emisferi e alla sua attività armoniosa nella completezza.
Le persone che sono disponibili a fare una seduta in certo qual modo si impegnano a smettere di ostacolare il naturale movimento della loro trasformazione. Ciò è vero sia per le persone morenti come per il dirigente oberato dal lavoro, sia per le persone con difficoltà di apprendimento come puri i bambini piccoli. I due ultimi gruppi hanno il vantaggio che le loro menti non sono così attive nel controllare e nel preservare lo status quo a tutti i costi. Per i neonati in particolare si può dire che i loro schemi psicologici non sono ancora fissati nella materia.
Per noi tutto ciò significa che sembra esservi un più facile accesso a quella parte del cervello che controlla la crescita, lo viluppo, la trasformazione e la creatività. L’intelligenza prende il sopravvento sulla mente; la coscienza e la forza vitale della persona si uniscono in una comunicazione profonda. Uno stato di risonanza si stabilisce fra il praticante e il cliente. La mente del praticante, sotto il controllo della sua coscienza, è usata soltanto per essere testimone dei fatti e viene esclusa dall’intervenire. È possibile che la mente del cliente sia molto agitata, intenta a cercare una soluzione a problemi creati il più delle volte da essa stessa. In presenza della calma mentale del praticante e dell’espansione della sua consapevolezza come pure di quella del cliente, l’inquietudine di quest’ultimo si placa e la sua forza vitale può allora esprimersi nella creatività, poiché il potere non è più usurpato dalla mente!
E’ come se le vibrazioni delle due persone sincronizzassero i propri movimenti in una danza di forme: dai vecchi schemi liberati nuovi schemi sorgono per venire intessuti nell’arazzo delle loro vite.
20 febbraio 2007








