Tra la fine di Settembre e per tutto il mese di Ottobre le castagne imperano sui boschi, nelle vallate, ma anche in città, con le rinomate “castagne matte”.

Provate ad andare per castagne e riscoprirete il gusto, oltre che il piacere, di stare in mezzo alla natura, con i suoi odori, suoni, panorami.

Pensate che sulla provinciale siciliana che va da Sant’Alfio a Linguaglossa esiste un castagno chiamato “dei cento cavalli”. La leggenda narra che sotto le sue fronde durante un temporale trovarono riparo la regina Giovanna d’Aragona e i suoi cento cavalieri. Secondo i botanici questo castagno può dare riparo ad un intero gregge di pecore, e ne stimano un’età di circa 3/4000 anni.


Il castagno è un albero longevo, ma dallo sviluppo lento. Per crescere ha bisogno di terreni profondi e drenati. Il massimo del suo splendore lo raggiunge intorno ai 50 anni, mentre i primi frutti li da verso i 25 anni.

La castagna è un alimento prezioso consumato dall’uomo da tempo immemorabile. I primi documenti che parlano di questo frutto risalgono al IV secolo a.c.; Senofonte ad esempio lo definì l’albero del pane. Fu solo nel Medio Evo, grazie alla contessa Matilde di Canossa che il castagno ebbe il riconoscimento che merita, divenendo oggetto di coltivazione.

La castagna ha un che di magico. All’interno del guscio protettivo, solido e ricoperto da uno strato di sottili aculei troviamo un dono prezioso: la castagna.

Questo frutto impiega circa un anno per maturare. Ha una gestazione molto lunga!

Alla sua maturazione concorrono vari elementi: l’aria umida delle vallate e dei boschi, l’acqua che scorre lungo i fiumi, i ruscelli ed i torrenti, e la terra, humus che deve essere accogliente e fecondo.

La castagna possiede insospettabili risorse terapeutiche oltre ad essere un alimento gustoso.

Non tutti infatti sanno che:

spegne e/o modula gli eccessi di tosse dando rapidamente sollievo, attraverso l’infusione delle foglie secche;

durante lo stato di convalescenza o nei periodi di super lavoro il suo malto dalle proprietà antianemiche e antisettiche offre la carica necessaria;

rinforza i muscoli, calcifica le ossa, nutre le cellule del sistema nervoso ed impreziosisce il sangue con i suoi minerali. Una pietanza molto utile in tal senso sono le castagne secche cotte nel latte e mangiate come pasto serale;

il Macerato glicolico di castagno unito a quello del Sorbus Domestica aiuta e da sollievo in caso di edemi agli arti inferiori e problemi circolatori;

il suo fiore, lo Sweet Chestnut, cura l’anima infondendo la gioia di vivere laddove si è persa la speranza e la motivazione.

Ridona la volontà di lottare.


 

Barbara CAMILLI

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