Rassegna Stampa Quando lui è in balia di lei

Quando lui è in balia di lei


Articolo apparso sulla testata giornalistica - IL MELO - nella sezione Val di Non
 
prima parte
 
 
Nell’immaginario collettivo, in un rapporto di coppia è sempre la donna che subisce e patisce.
Invero, nella realtà non c’è distinzione di sorta. Uomini e donne, nelle più svariate storie di vita portano l’altro a vivere situazioni di grande disagio. Come per le donne anche nel mondo maschile ci sono storie vissute nel dolore di un rapporto sofferente, dove non è lei, ma bensì lui a subire. Dall’insulto, allo schiaffo, fino all’umiliazione e alla costernazione innanzi a parenti, amici, o ancor peggio ai figli.







Nella pratica clinica mi è capitato sovente di assistere uomini che dovevano rimettere in sesto la propria vita, cercando di recuperare il proprio valore e la propria autostima, frantumata dalle squalifiche e dagli sguardi di diniego di una compagna leader, almeno  fino alla rottura del legame di coppia.
Convivenze, fidanzamenti o matrimoni: là dove il rapporto di coppia è vissuto e gestito con il predominio dell’uno sull’altro, prima o poi si arriva al capolinea, e quando ciò avviene, il prezzo da pagare per chi ha subito è altissimo.
Il problema si aggrava poi quando ci sono dei figli, soprattutto maschi. Il figlio nel padre trova il genitore omologo, così come la figlia lo trova nella madre. Il genitore omologo, in quanto tale agevola ed accelera i processi di emancipazione e di crescita emotiva, fisica e cognitiva, in quanto a lui (se maschio) o a lei (se femmina) è più affine alla propria identità. E’ una legge di natura che prescinde dalle leggi elaborate dall’essere umano.
Sono stati addirittura condotti degli studi sulle ragioni biochimiche per cui i padri sono importanti per i figli.
C’era bisogno anche di questo!
I risultati dello studio pubblicato sulla rivista New Scientist da parte di un gruppo di ricercatori del McGill University Health Centre di Montreal in Canada riferisce che: “I giovani topi senza padre avevano una risposta minore all'ossitocina così come un cambiamento nell'attività della corteccia prefrontale. Erano meno interessati verso gli altri topi, e si ignoravano tra di loro se messi nella stessa gabbia.
Per i ricercatori, che presenteranno i risultati del loro studio al World Congress of Biological Psychiatry di Parigi, la mancanza del padre scatenerebbe quindi delle reazioni biochimiche che rendono i giovani meno socievoli”.

Lo stato di sofferenza emozionale ha inevitabili conseguenze sul proprio corpo e la propria anima. Un uomo defraudato del suo ruolo subisce un danno che lo segnerà in modo devastante come rimarranno più o meno evidenti, ma rimarranno, anche nel figlio, soprattutto se la madre inasprisce le comunicazioni o i rapporti tra i due, pensando di essere nel giusto oltre che in diritto di farlo. Domanda a queste donne: “Ma anche se foste nel giusto, perché condizionare la vita emotiva dei vostri figli ?” Spesso la risposta è “…per proteggerli!”.
Senza entrare nello specifico, è necessario indurre ad una riflessione: “Anche se genitori, con quale diritto si pensa che le proprie ragioni devono valere anche per il figlio/a?”.
A tal proposito, invito sempre le coppie che hanno dei figli ad osservarli spostando il focus dell’attenzione nel sentire che cosa è bene per i loro figli, non che cosa secondo loro è bene. Qui sovente cade il silenzio e l’imbarazzo.
Le coppie che non hanno figli e sono alla deriva in un rapporto di coppia inacidito dalle provocazioni e dagli screzi, le invito a concentrarsi sul sentito e non su quello che loro pensano nel guardarsi. A fare questo semplice esercizio riescono in pochi, e chi lo fa tutte le volte si commuove arrivando alle lacrime.
In merito ai rapporti di coppia dove è palese la sofferenza nella relazione, in particolare quando è il maschio a doversi difendere dagli attacchi di una compagna emancipata, fino al desiderio di questa di sbarazzarsi del partner, avvocati convengono con me sull’origine di questa condizione.
Si parla in genere di uomini e donne che hanno creato sin dalla base un rapporto in disequilibrio, dove sovente lui si faceva andare bene le cose, mentre lei scalava per arrivare alla sua indipendenza ed autonomia fino a quando……. La valigia di lui alla porta! Quando va bene.


Barbara Camilli


L'articolo è stato pubblicato anche sul sito dell'Associazione Adiantum - Associazione di Associazioni Nazionali per la Tutela del Minore  - www.adiantum.it
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