Raphanus sativus

Il rafano è una pianta erbacea perenne e fa parte della famiglia delle Brassicaceae. Di questa si usa la radice (lunga circa 30 cm con un diametro di 4 cm), che viene grattiugiata e preparata in vari modi: da sola, conservata sott'olio o aceto (preparato in questo modo viene detto anche "cren") o insieme a salse, senapi, mostarde. Esternamente è marroncina, questo per il contatto con la terra, mentre il suo interno è bianco come la neve.

La caratteristica principale è di avere un gusto pungente, proprio per questo è uno splendido antibatterico naturale.
 

PROPRIETA'
E’ un efficace antispasmodico delle vie biliari, non agisce direttamente con attività colagoga ma indirettamente con un’azione di stimolo del peristaltismo intestinale, effetto che proseguirebbe a livello della muscolatura liscia delle vie biliari, migliorando lo scorrimento della bile. Per questo è utile nelle dispepsie con stipsi nei disturbi cronici delle vie biliari con emicranie con nausea, pesantezza e dolori. Il rafano in questi casi risulta efficace soprattutto nei soggetti robusti. Uno studio clinico del 1950 (diction larousse) dimostra che il rafano provoca un alleggerimento delle vie biliari nelle litiasi.
Indicazioni sono quindi per un uso interno: nei casi di colecistiti acute e croniche, discinesie delle vie biliari, litiasi biliare, dispepsia con stipsi, bronchite cronica in quanto un buon espettorante, efficace nei casi di pertosse.
Mentre per un uso esterno: è utile nelle dermatosi, e per gli herpes per via della sua azione revulsiva. Utile in caso di strappi muscolari, nei dolori reumatici e nelle sciatalgie, ha inoltre un'azione rubefacente nell'alopecia.

L’olio essenziale ha proprietà antibatteriche e aiuta a contrastare le fermentazioni intestinali.

La medicina popolare lo impiegava, sotto forma di sciroppo, per i catarri bronchiali e la pertosse.
Applicato sulla pelle ha un positivo effetto locale.
Un detto popolare cita: “Il cren rende belli!”. Ingerito è un buon diuretico, lenisce le mucose dello stomaco e dell'intestino, dove ha un azione positiva contro il meteorismo.


Eccipienti
Contiene anche olio essenziale che è costituito da isolfocianato di allile, solfuro di allile, feniletile, Vitamina C, vitamina B1, aminoacidi, pectine, zuccheri, acido ascorbi. Contiene GLUCOSIDI SOLFOTIOCIANATI gli stessi del Cavolo, della Rapa, della Senape.

Origini
Pare che il rafano sia originario della penisola balcanica, dove cresce rigogliosamente grazie all'ambiente ampiamente soleggiato.
Nel 1560 nel libro di Norimberga, giardino della salute, è apparsa una relazione sul “raphanus Major” in cui si citano le virtù di questa radice. Molto probabilmente è stata introdotta nella zona di Hof dall'alchimista Johannes (1401-1464). Altri ne hanno parlato e scritto su libri di botanica e di naturopatia, addirittura si narra che nel 1860 il giudice provinciale di Erlanger dispose l'introduzione dell'illuminazione stradale di Baiersdorf, con la motivazione che “il numero di forestieri a Baiersdorf a causa soprattutto del commercio del rafano, era aumentata”. In questa località, Baiersdorf appunto esiste il museo del rafano, tale e tanta era la produzione ed il commercio di questa radice in questa località.

In cucina
E' un ottima spezia per le sue virtù piccanti. Meglio però consumarlo crudo in quanto nella forma essiccato perde molte delle sue proprietà.
Può rappresentare un piccante contorno per carne e pesce, ideale soprattutto con il bollito misto. Gradito anche con le verdure, le insalate ed ingrediente principe della senape piccante.



Barbara Camilli

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