Questo vegetale appartiene alla famiglia delle Cucurbitacea ed è originario delle zone calde dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe. In natura viene considerato come il gigante buono che protegge i deboli.

La zucca è un contenitore di acqua, sali minerali e vitamine preziosissime per la crescita, lo sviluppo e la rigenerazione delle cellule. Vanta inoltre importanti proprietà rinfrescanti, diuretiche, antinfiammatorie, lassative e sedative.

Se la guardiamo da vicino possiamo notare quanta precisione e cura la natura le ha riservato. Dietro uno spesso strato di dura scorza si racchiude un cuore dall’intenso colore arancione.

Questa parte della zucca, ricca di betacarotene e vitamina C, svolge una importante azione protettiva per gli occhi e le vie respiratorie. Non solo, mangiata durante un pasto aiuta in caso di ulcere e gastriti a livello dello stomaco. La zucca, infatti, abbassa il grado di acidità nello stomaco.

Nella parte ancora più interna della zucca si possono vedere i semi oleosi. Questi se essiccati al sole e privati della buccia hanno notevoli proprietà emollienti, vermifughe e lassative.

Al di là dell’aspetto meramente culinario la zucca ha ispirato nel suo cammino numerosi modi di dire. Spesso alla zucca è associata una connotazione dispregiativa come zuccone, zucca vuota, ma che hai nella zucca? e' scemo come una zucca o, per ingentilire un po', come una zucchina.

Ma perché ci si accanisce tanto contro questo vegetale?

Perché questo ortaggio, e' usato come sinonimo dei peggiori improperi?

Di sicuro aiuta la sua forma: grande, tonda oppure ovale e con la sua buccia bitorzoluta. Questa immagine si presta bene per simboleggiare un capoccione vuoto. Un po' il contrario di quello che si tendeva a pensare fino a un po' di tempo fa, quando le dimensioni della testa (più grande era e più si supponeva materia grigia doveva contenere) erano prese come riferimento del suo buon funzionamento.

Sta di fatto che alla zucca, a torto, e' affibbiata la triste equiparazione di idiozia.

 

08 novembre 2007

 

Barbara CAMILLI

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