Botanicamente i cachi si chiamano Diospyros (il cui significato per alcuni è “bacca di Dio” per altri "pane degli Déi") che a sua volta fa parte della famiglia delle Ebenacee.
I primi a darne notizia dell’esistenza di questa specie furono i Greci e Plinio. Questi nei suoi scritti, parla delle piante del loto, descrivendole come molto resistenti alle variazioni di clima, di terreno ed ai parassiti.

Originario della zona meridionale della Cina, viene definito Mela d'Oriente o Albero delle sette virtù: la prima è la lunga vita (possono vivere anche mezzo secolo); la seconda è la grande ombra che riesce a creare; la terza è l’assenza di nidi fra i suoi rami; la quarta è l’inattaccabilità da parte dei tarli; la quinta è la possibilità di giocare con le sue foglie indurite dal ghiaccio; la sesta virtù è data dal bel fuoco che fornisce e la settima è la ricchezza in sostanze concimanti che offre al terreno.

In Europa l’albero dei cachi é arrivato solo verso la fine del Settecento primi dell’Ottocento, e originariamente solo come pianta ornamentale. Prima in Francia e poi in Italia l’albero da frutto trova la sua collocazione anche in Europa. Il primo albero di cachi in Italia fu piantato nel giardino di Boboli a Firenze nel 1871. I primi impianti specializzati nel nostro paese sono sorti nel Salernitano a partire dal 1916, estendendosi poi in particolare in Emilia Romagna. Per le sue caratteristiche viene perfettamente coltivato anche nel territorio siciliano con particolare riferimento alle zone vicine Palermo dove ogni anno vengono organizzate sagre e manifestazioni nei mesi autunnali.


Proprietà

Il caco è un frutto energetico e ricco di principi nutritivi: 18% di zuccheri, il 78,20% di acqua; lo 0,80% di proteine; lo 0,40% di grassi oltre ad una ragionevole quantità di vitamina A e C, di beta-carotene e di potassio.
Grazie alla ricchezza in vitamine e di betacarotene i cachi aiutano a prevenire l’invecchiamento delle cellule offrendo lo sprint giusto all’organismo. Notevoli poi i benefici sul fegato e sulla pelle. È particolarmente indicato: agli astienici, a che soffre di dermatite acne e brufoli, agli stitici e ai colitici, ai prostatici, alle donne con mestruazioni dolorose, ai convalescenti, agli anziani, ai bambini e agli adolescenti.
Svolge principalmente una funzione diuretica e depurativa, infatti sarebbe utile almeno nel periodo di produzione del caco mangiarne un frutto al giorno: questo aiuta il fegato a depurarsi.


Caratteristica:

il frutto è il risultato dell’incompleta trasformazione del fiore (che lo precedeva). Durante la fase di maturazione accade un fatto particolare; i quattro petali che fioriscono nel ramo si dispongono a formare un cuore, successivamente si atrofizzano indurendosi rimanendo però ben ancorati al frutto. Dopodichè il frutto inizia ad assume le sembianze di un bottoncino verde che pare voglia sbocciare in un fiore.  Ma al contrario inizia a gonfiarsi liberando il frutto del caco dal caratteristico color arancione intenso.
Gli arabi lo chiamavano “la bacca di Dio”; se mangiato ancora acerbo, provoca la sensazione della "bocca legata". È una sensazione gustativa di asprezza e ruvidità che si avverte sul dorso della lingua. Il fenomeno si manifesta grazie alla presenza dei tannini, che hanno un potente effetto astringente sulle mucose della bocca. Se avete dei caci acerbi per accelerare la loro maturazione potete metterli vicino a delle mele, conservandoli in un posto asciutto e senza luce. Nel giro di poco tempo matureranno!
 

 
FACILI RICETTE


 
Marmellata di cachi, ricetta n° 1

1 kg polpa di cachi, 750 zucchero, 100ml acqua:
tagliare i cachi maturi, svuotateli e passate la polpa al setaccio, mischiate lo zucchero alla polpa, e cucinateli fino a quando la polpa diventa gelatinosa. Togliete dal fuoco e fate raffreddare per 10 minuti, schiumare se necessario, dopodichè versatela nei vasi, chiudeteli e posizionateli a testa in giù.


Marmellata di cachi, ricetta n° 2

1 kg di cachi colti,1 kg di zucchero, 1 limone:
immergere per attimo i cachi in acqua bollente per poter levare la pelle con facilità, eliminare gli eventuali semi e farli bollire 15 minuti in una casseruola. Pesare i cachi ormai ridotti in poltiglia e aggiungere ugual quantità di zucchero. Far cuocere ancora 40 minuti e alla fine aggiungere il succo di un limone. Invasare e chiudere ermeticamente i vasi.


Marmellata di cachi, ricetta n° 3

1 kg di cachi, 1 kg di zucchero, buccia di limone, una punta di vaniglia, Rum:
cogliere i cachi quando hanno già il caratteristico colore, ma che siano ancora ari, immaturi. Pulire i cachi con un panno umido, dividerli in 4 per eliminare i semi. Metterli al fuoco con lo zucchero, la buccia di un limone (solo la parte gialla) e la vaniglia. Devono bollire per almeno 4 ore, lentamente e a fuoco moderato. Prima di levare dal fuoco, aggiungere mezzo bicchiere di rum.


Cachi gratinati

2 cachi non troppo maturi,1 albume, 2cucchiai zucchero a velo, 1 cucchiaio mandorle a scaglie,1/2 bicchierino di cognac, cioccolato fondente, zucchero un cucchiaino
Lavare i cachi, asciugarli, tagliarli a metà, foderare una pirofila e adagiare i cachi, poi spruzzateli con il cognac. Montare l'albume con un pizzico di sale e unire poco alla volta lo zucchero, quindi versare gli albumi in una tasca di tela distribuendo gli albumi montati sui cachi. Poi cospargete le scaglie di mandorle quindi infornate i cachi per 5 minuti. Nel frattempo mettere a bollire in un pentolino un po' di acqua, spezzettate il cioccolato facendo fondere il cioccolato. Quindi spegnete il fuoco e aggiungete un cucchiaino di zucchero e un cucchiaino di cognac alla salsa. Infine adagiate i cachi cotti sul piatto di portata, spolverando di zucchero a velo e contornando il tutto con scaglie di mandorle e un filo di cioccolato fondente.


Torta di Cachi

pulire 6 cachi, metterli in una ciotola, schiacciarli, aggiungete 400 gr, farina, 200 gr zucchero, mandorle 50 gr, noci 100 gr, amaretti 100 gr, canditi misti 100gr, fichisecchi 100 gr, cacao 80 gr, buccia limone grattugiata lievito. Amalgamare il tutto e mettere in forno per 30 minuti a 180 gradi.



Curiosità

In Giappone il kaki è utilizzato nella produzione di un vino a bassa gradazione alcolica, inoltre il suo succo viene utilizzato per chiarificare il sakè.
L’albero del kaki è considerato “l’albero della pace”, questo perché durante il bombardamento atomico di Nagasaki nell’agosto 1945, soltanto alcuni alberi di questo frutto sopravvissero alla distruzione totale dell’ambiente.
Pare che il grande compositore e maestro Giuseppe Verdi fosse ghiotto di cachi. Ed in particolare di questa ricetta: lavate ed asciugate dei kaki, eliminate il picciolo, tagliateli a metà orizzontalmente e disponeteli su un piatto. Cospargeteli quindi di zucchero e irrorateli con champagne fresco.

Cachi è anche una città. Questa si trova a 174 km da Calayate e a 157 km dalla città di Salta. L’origine della città è precedente alla dominazione spagnola, qui vi abitavano indios chicuanas.

Cachi " nevaio "
il nevado de cachi si trova in Argentina a 6720 mslm.nel parco nazionale "los Cardonesl

Cachi è il nome di un cane.

Cachi è un tipo di vestito
 

Si chiama cachi anche un disco del festival di San Remo. Elio e le storie tese presentano il disco

 
 



Barbara Camilli

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