Fin dall’inizio della vita dell’uomo sulla terra, per rappresentare le sue vicende quotidiane, dipingeva sulle pareti della sua caverna, ma è stato scoperto che oltre a dipingere, l’uomo preistorico sapeva anche suonare. Nella storia della musica sin dall’origine veniva utilizzata la zucca. Veniva usata come cassa armonica in strumenti a corda colpita o pizzicata.

Le zucche spopolano anche negli strumenti a fiato e in quelli a percussione, basti pensare alle maracas primitive che non erano altro che zucche riempite di sassolini. In India, gli incantatori di serpenti sanno trarre le loro strane melodie soffiando dentro una piccola zucca vuota. Anche in Giappone e Cina la musica creata con la zucca è molto ascoltata, ma è il continente africano a detenere il primato degli strumenti musicali costruiti con la zucca.

Un altro strumento dai suoni indescrivibili è il tamburo ad acqua. Molto diffusi sono anche gli xilofoni, ad esempio, nello Zaire è diffuso il Manza a cinque tasti, fissati, da cordicelle, sopra a cinque zucche aperte.

Le bacchette di legno invece, sono realizzate in caucciù.

A Canda, in provincia di Rovigo, l’assessore alla cultura e all’agricoltura, ha organizzato un concerto dove i musicisti del prestigioso Conservatorio di Rovigo, si sono esibiti suonando testi di Mozart cercando di unire la musica alla zucca. L’obiettivo infatti, è stato quello di mettere insieme due mondi apparentemente lontani, creando un connubio fecondo alla riscoperta delle nostre tradizioni e radici. È sorprendente come questa semplice cucurbitacea, possa saziare il nostro appetito e farci rilassare con i melodiosi suoni che da essa si possono emettere.

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